venerdì 15 novembre 2013

REPRIMERSI

La repressione è un atto comunemente attuato da noi tutti e meno male che è così. Da un punto di vista della dinamica del pensiero la repressione è una forza-pensiero che contrasta ed inibisce un'altra forza pensiero, Da un punto di vista DSE, abbiamo due CMS che si contrappongono, dando di fatto una situazione di stallo. Questa situazione di stallo è causa di sofferenza, perchè la mente non è in pace, in equilibrio. Ma se si "demonizza" la repressione come concetto assoluto, si rischia di fare confusione. Anche una persona tendenzialmente violenta, o peggio omicida, fa "repressione" su di sè, come anche noi la facciamo quando magari vorremmo esternare la nostra rabbia o paura e invece la controlliamo....e meno male! Tuttavia una situazione "costante" di repressione non è una via di liberazione ,ma di sofferenza. Ma se la risposta è di eliminare le istanze repressive e basta, si rischia di cadere dalla padella nella brace. La vera via alla liberazione mentale consiste nella liberazione dalla repressione e dalla pulsione che la repressione combatte...ENTRAMBE le CMS vanno superate e rese inoffensive. Se non c'è più pulsione, non c'è alcun bisogno della repressione. Se "risolvo" le mie tendenze omicide, non avrò più bisogno di reprimerle...se supero la mia insoddisfazione, magari legata a futili motivi, non dovrò più reprimerla con l'autocontrollo...si esce così dal dualismo che è la vera struttura di cui si nutre la repressione.

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