una potente, rapida e semplice tecnica mentale per migliorare se stessi. Da soli.
mercoledì 11 dicembre 2013
LA ZONA DI COMFORT
La zona di comfort è quella situazione in cui si cerca di evitare tutto ciò che da' fastidio.....ed è molto insidiosa, perchè si veste da "ama te stesso" e che attiene a quell'area di consigli pseudo-spirituali che ti dicono fa' quello che ami ed evita quello che odi, le persone che ti disturbano, le persone negative.....ecc. ecc. Ci cascano anche tanti spiritualisti che si chiudono al mondo per non avere "seccature" nella loro ricerca spirituale. Lo facciamo tutti eh, proprio tutti, ma questo modo di procedere non è libertà spirituale, ma......comodità, comfort, appunto. Non bisogna esagerare....qualche volta un po' di comfort ci vuole....occorre tirare il fiato e godersela un po', ma la vera libertà è diventare capaci di imperturbabilità e pace e buon umore anche se si è immersi in situazioni "sgradevoli" o si ha a che fare con persone "negative" dal nostro punto di vista. Se insomma il mondo non ci fa vedere il suo lato migliore.....il cambiamento avviene proprio in quei momenti in cui siamo forzati a stare in situazioni difficili e riusciamo a mantenere la positività...E' di per se' evidente che se tutti riuscissimo a mantenere positività anche di fronte alle avversità (il cosiddetto portare la propria croce), non avremmo più persone negative e il mondo sarebbe un paradiso.
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venerdì 6 dicembre 2013
DOVE SI TROVA LA FELICITA'?
Quanta più distanza mettiamo tra ciò che siamo ed abbiamo e ciò che vorremmo, tanto più soffriremo......è una legge matematica. Vi sono persone famose che ai nostri occhi hanno tutto, soldi, fama, successo, famiglia, figli , salute, stima (spesso totalmente infondata) eppure sono infelici, frustrati, incazzati, doppi, falsi, alcolizzati o/e drogati, avidi di denaro e potere, mai sazi...gente che anche se avesse il 99% della gente che li adora, andrebbero a litigare con quell'1% che non li ama. Più che persone sono degli alienati mentali, delle maschere tragiche. Poi magari, si vedono bambini che vivono in povertà, sotto nutriti, che giocano a piedi scalzi, quasi nudi, con delle foglie messe insieme a fare una palla, che......ridono, ridono con i denti che non hanno, con i loro occhi che brillano come stelle, con i loro visini sporchi e screpolati ... e felici rincorrono la palla....Non sono bimbi, sono piccoli maestri... Ci insegnano che non sono le cose che danno la felicità, ma sono i nostri pensieri, il nostro modo di vivere e percepire la realtà. Ma riconosco che non è sempre facile trovare quella strada. No, non è facile. La nostra mente spesso è piena di considerazioni negative, di impossibilità o inutilità oppure di emozioni negative come depressione, rabbia, paura, ecc.
Occorre individuare esattamente questi pensieri o cms e sgretolarli ed eliminarli se vogliamo stare bene.....Ma quali possono essere le cms che ci impediscono di progredire, di trovare la felicità? Questo è soggettivo e ogni persona ha le sue cms che entrano in azione...magari possono essere considerazioni che sembrano "neutre" tipo "tanto non serve a niente" o "ma io voglio che" ecc... insomma qualsiasi pensiero che dia l'idea che non saremmo felici se prima non raggiungiamo, diventiamo, otteniamo ecc... qualcosa.
La crescita e la liberazione non è un affare da 5 minuti, nemmeno con la DSE, ci vuole tempo, pazienza, attenzione, autoascolto, sincerità e tanta costanza. Ma se si vuole andare avanti, si va.
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LA DIPENDENZA PSICOLOGICA DA FARMACI
Si parla spesso della dipendenza che i farmaci per la mente creerebbero e questo è uno degli argomenti più gettonati per dire che non bisogna prenderli.
Io ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che i farmaci sono utili e che consentono di rimettere le persone in piedi e in grado di curare la loro vita, soprattutto nel momento acuto dei malesseri. Non si può pretendere che una persona devastata da ansia, panico o depressione possa permettersi di rinunciare ai farmaci, con il rischio di vedere saltare per aria vita, lavoro e famiglia.
Occorre quindi, quando necessario, assumerli, sotto controllo medico e nella misura minima possibile al fine di ottenere i risultati necessari per continuare la propria vita.
Non di meno però i farmaci sono uno strumento per tamponare lo straripamento dell’ansia, ma il problema vero è ovviamente estirpare l’ansia, non tenerla sotto controllo con i farmaci. Nel lungo periodo occorre porsi il problema di come uscire completamente dall’emergenza ansia.
C’è però un problema che “sembra” dovuto ai farmaci, ma che in realtà è dovuto alla mente. L’efficacia generalmente notevole dei farmaci, induce un pericoloso elemento nella mente, anzi più d’uno. Ed è la convinzione che senza di loro non si può andare avanti. E’ la dipendenza psicologica dai farmaci. C’è certamente anche una dipendenza organico-chimica dai farmaci variamente attiva, me è la più facilmente risolvibile, basta resistere qualche giorno. Del resto se si può uscire dall’eroina, non si vede perché non si possa uscire dallo Xanax.
Il vero problema è invece la dipendenza psicologica. Dopo anni che si assumono farmaci essi diventano parte integrante del modo di ragionare sul proprio problema, si arriva a pensare in termini farmacologici, si pensa ai dosaggi, alle frequenze, alle molecole, si crea così una mentalità da farmacodipendenza che è assai difficile estirpare.
Questa “parte” del problema è però di fatto costituita da CMS, come tante altre dipendenze, come quella dal gioco d’azzardo, dal fumo, ecc. Queste CMS, attraverso le loro “vocine” insistenti ci convincono che non possiamo farne a meno altrimenti staremo male o ritorneremo a stare male.
Questo modo di “ragionare” vincola all’uso del farmaco ANCHE SE in realtà attraverso cambiamenti personali, psicoterapie, o altri trattamenti, le ragioni che hanno condotto all’ansia sarebbero risolte.
Avviene cioè che la sola idea che non si sia preso il farmaco o che si decida di non prenderlo, allarmi tutta la mente che “entra in ansia” all’idea di non assumere una cosa che a torto o ragione rappresenta uno scudo protettivo.
Il problema dell’ansia e delle emozioni negative in genere è che anche se le cause originarie possono essersi risolte per molte altre vie, permane una “mentalità” da sofferente, da malato, che è diventata un abito mentale e che da solo è più che sufficiente per non permettere di uscire dalla situazione di ansia.
Per dirla in una battuta, si finisce per avere l’ansia….perché si ha l’ansia.
Non si deve sottovalutare il potere delle mente, né nel bene né nel male. Se pensiamo di essere malati, lo saremo, perché crediamo di esserlo. A volte possiamo pensare di essere sani e non esserlo, ma è difficile pensare di essere malati senza poi esserlo davvero, almeno nel campo della mente.
Facciamo questo esempio. Ipotizziamo di camminare su un ponte di corda, sapete uno di quelli tibetani alla Indiana Jones….e che lo stesso appare logoro e poco resistente. La paura ci prenderà perché non abbiamo certezza che possa tenere il nostro peso…e questo anche se non siamo una persona ansiosa….Avremo anche battito accelerato….forse qualche vertigine, sudorazione alla mani etc. etc.
Ora immaginiamo di superarlo e dopo un po’ ne incontriamo un altro pressoché identico all’apparenza, ma in realtà intrecciato in fibre di carbonio resistentissime, perché si tratta di un ponte di corda di scena per fare i film e quindi sicurissimo, ma noi non lo sapppiamo.
Beh, avremo la stessa identica paura dell’attraversamento precedente, perché non avremo idea della differenza.
La paura di stare senza farmaci è uguale….Magari ora siamo su un ponte sicurissimo, abbiamo superato le nostre ansie, ma pensiamo ancora di essere delle persone che soffrono di ansia….pensiamo cioè di avere ancora sotto i piedi un ponte traballante ed insicuro…e continuiamo ad aggrapparci alle corde dei nostri farmaci che sappiamo non ci faranno cadere….
Ed è così che la mente……ci inganna e ci schiavizza.
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