Impossibilità, demotivazione, paura, rabbia, tristezza, rinuncia, pessimismo….tutto ciò che a livello mentale sperimentiamo ha a che fare con quello che pensiamo. Sempre. Tutti sappiamo che ogni persona ha le SUE paure, le sue preferenze, i suoi punti di forza e di debolezza. Lo sappiamo bene. Ma questo cosa significa? Dipende dal cervello? Dalle funzioni cerebrali? Dall’ereditarietà? Ma se così fosse, allora perché abbiamo paura di alcune cose e di altre no? Perché siamo fiduciosi in certe circostanze ed altre no? Da cosa dipende questa variabilità di comportamento? Perché delle due una: o si è “ammalati organicamente” ed allora non dovremmo essere in grado di fare nulla, avremmo la stessa reazione per OGNI cosa, oppure le differenze implicano che c’è una certa variabilità nel funzionamento della mente e che cambia a seconda delle circostanze. E questo è vero. Ma se questo è vero significa anche che se potessimo reagire tutte le volte come quando siamo tranquilli e fiduciosi, potremmo stare bene sempre o quasi sempre, no? E cosa ce lo rende impossibile? Cosa ci impedisce di reagire come vorremmo in particolari circostanze e sempre quelle? Una sola cosa: quello che pensiamo in quelle circostanze non è sotto il nostro controllo. “Qualcosa” prende il controllo della mente e ci fa agire in modo obbligato e che non gradiamo. Alla fine tutto si riduce a questo: reazioni incontrollate ed incontrollabili. Chi conosce queste cose per esperienza diretta sa molto bene che questo “qualcosa” c’è ed esiste. Il problema è che non si riesce nemmeno ad identificarlo e la maggior parte delle persone di fronte ad un enigma così, sceglie la spiegazione più semplice, che non spiega nulla: sono malato, come quando nei secoli passati si diceva, osservando il sole nascere all’orizzonte e calare la sera, che il sole “girava”. Ed invece non era così. Eravamo noi a girare. La varianza delle reazioni alle situazioni, le differenti emozioni che si sperimentano sono dovute a differenti pensieri che abbiamo di fronte a cose differenti. Provate a pensare ad una persona che si pone di fronte a voi offrendovi un fiore con un sorriso oppure ad una persona che si pone di fronte a voi con una pistola spianata e la faccia truce. Stessa reazione? No. Ma questo la nostra mente lo fa automaticamente e a grande velocità per migliaia e migliaia di cose… Quante sono le cose che ci spaventano? Quante sono le cose che ci fanno arrabbiare? Quante sono le cose che ci deprimono, che ci demotivano? Tutte le cose che non ci piacciono le rifiutiamo, e in base a come le rifiutiamo avremo la reazione corrispondente: se non le sopportiamo ci arrabbieremo, se ne abbiamo paura ci spaventeremo, se ci sembrano irrisolvibili ci demotiveremo. Ma tutto questo dipende da come noi ci rapportiamo alle cose che abbiamo davanti. La nostra reazione è già scritta nelle nostre preferenze e avversità. Reagiamo in base a ciò che è GIA’ dentro la nostra mente. Ma se modificassimo quello che c’è dentro la nostra mente, modificheremmo anche la reazione che avremmo quando la cosa dovesse capitarci. Se dovessimo imparare a non aver paura di quella cosa, quella cosa non ci spaventerebbe più, quando dovesse capitare. Quello che ci fa sperimentare il dolore sono solo i nostri pensieri di fronte a ciò che ci capita. Noi siamo il problema. Noi siamo la soluzione. Se non si accetta questa semplice verità non si può nemmeno cominciare a piegare la mente, a darle la forma che vogliamo abbia. Elitheo Carrani http://elitheocarrani.blogspot.it/
una potente, rapida e semplice tecnica mentale per migliorare se stessi. Da soli.
mercoledì 8 gennaio 2014
PIEGARE LA MENTE
Impossibilità, demotivazione, paura, rabbia, tristezza, rinuncia, pessimismo….tutto ciò che a livello mentale sperimentiamo ha a che fare con quello che pensiamo. Sempre. Tutti sappiamo che ogni persona ha le SUE paure, le sue preferenze, i suoi punti di forza e di debolezza. Lo sappiamo bene. Ma questo cosa significa? Dipende dal cervello? Dalle funzioni cerebrali? Dall’ereditarietà? Ma se così fosse, allora perché abbiamo paura di alcune cose e di altre no? Perché siamo fiduciosi in certe circostanze ed altre no? Da cosa dipende questa variabilità di comportamento? Perché delle due una: o si è “ammalati organicamente” ed allora non dovremmo essere in grado di fare nulla, avremmo la stessa reazione per OGNI cosa, oppure le differenze implicano che c’è una certa variabilità nel funzionamento della mente e che cambia a seconda delle circostanze. E questo è vero. Ma se questo è vero significa anche che se potessimo reagire tutte le volte come quando siamo tranquilli e fiduciosi, potremmo stare bene sempre o quasi sempre, no? E cosa ce lo rende impossibile? Cosa ci impedisce di reagire come vorremmo in particolari circostanze e sempre quelle? Una sola cosa: quello che pensiamo in quelle circostanze non è sotto il nostro controllo. “Qualcosa” prende il controllo della mente e ci fa agire in modo obbligato e che non gradiamo. Alla fine tutto si riduce a questo: reazioni incontrollate ed incontrollabili. Chi conosce queste cose per esperienza diretta sa molto bene che questo “qualcosa” c’è ed esiste. Il problema è che non si riesce nemmeno ad identificarlo e la maggior parte delle persone di fronte ad un enigma così, sceglie la spiegazione più semplice, che non spiega nulla: sono malato, come quando nei secoli passati si diceva, osservando il sole nascere all’orizzonte e calare la sera, che il sole “girava”. Ed invece non era così. Eravamo noi a girare. La varianza delle reazioni alle situazioni, le differenti emozioni che si sperimentano sono dovute a differenti pensieri che abbiamo di fronte a cose differenti. Provate a pensare ad una persona che si pone di fronte a voi offrendovi un fiore con un sorriso oppure ad una persona che si pone di fronte a voi con una pistola spianata e la faccia truce. Stessa reazione? No. Ma questo la nostra mente lo fa automaticamente e a grande velocità per migliaia e migliaia di cose… Quante sono le cose che ci spaventano? Quante sono le cose che ci fanno arrabbiare? Quante sono le cose che ci deprimono, che ci demotivano? Tutte le cose che non ci piacciono le rifiutiamo, e in base a come le rifiutiamo avremo la reazione corrispondente: se non le sopportiamo ci arrabbieremo, se ne abbiamo paura ci spaventeremo, se ci sembrano irrisolvibili ci demotiveremo. Ma tutto questo dipende da come noi ci rapportiamo alle cose che abbiamo davanti. La nostra reazione è già scritta nelle nostre preferenze e avversità. Reagiamo in base a ciò che è GIA’ dentro la nostra mente. Ma se modificassimo quello che c’è dentro la nostra mente, modificheremmo anche la reazione che avremmo quando la cosa dovesse capitarci. Se dovessimo imparare a non aver paura di quella cosa, quella cosa non ci spaventerebbe più, quando dovesse capitare. Quello che ci fa sperimentare il dolore sono solo i nostri pensieri di fronte a ciò che ci capita. Noi siamo il problema. Noi siamo la soluzione. Se non si accetta questa semplice verità non si può nemmeno cominciare a piegare la mente, a darle la forma che vogliamo abbia. Elitheo Carrani http://elitheocarrani.blogspot.it/
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