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sabato 14 settembre 2013
VINCERE LA PAURA DI SBAGLIARE
La paura di sbagliare è una delle cariche mentali negative più dannose che vi siano. E’ capace di ingabbiare tutto quanto, di renderci completamente imbelli e in completa balia degli eventi e delle persone al punto di paralizzarci, di renderci immobili.
Non si possono prendere vere decisioni se si ha paura di sbagliare e purtroppo non si può nemmeno crescere professionalmente e personalmente se permane questo timore.
Ma da cosa è determinata questa paura di sbagliare? Da dove nasce?
Da un punto di vista psico-analitico, intendendo con questo le relazioni di causa-effetto, la paura di sbagliare è paura del giudizio degli altri, paura della critica soprattutto.
Può anche essere determinata dalla paura delle conseguenze dello sbaglio, quando queste possono essere davvero pesanti.
Per esempio fare un grave errore di guida può essere una paura concreta per un autista di autobus, dal quale dipendono decine di vite. Come per un chirurgo cardiovascolare può essere molto concreta la paura di fare un errore e lasciare un morto sul tavolo operatorio.
In questi casi la paura è non del giudizio degli altri ma dovuto alla paura umanissima di fare del male al proprio prossimo.
Ma è molto diverso il caso di chi nutre sotto traccia una costante e fastidiosa, continua sensazione di insicurezza in ogni decisione che prende....un sotterraneo terrore nel prendere decisioni per la semplice......paura di sbagliare.
Le ragioni di questo possono essere le più varie, e dovute a cattive esperienze vissute in passato, per decisioni sbagliate prese, oppure per un’educazione molto rigida in cui i genitori o anche uno solo di essi non abbiano mai dato al loro figlio o figlia la necessaria fiducia nella loro capacità di prendere decisioni e nel fare le cose.
Frasi come “non sei capace di fare niente” oppure “non ne fai mai una giusta”, “ sei stupido”, “non sei portato per fare queste cose” , “lascia perdere non fa per te” “ non toccare niente”, “sei negato”. O ancora “lascia perdere ci pensiamo noi”, “non è roba per te” ed altre ancora, abituano il subconscio a pensare che vi sono molte cose in cui la persona non è portata e ad inibire la sua capacità e voglia di misurarsi con cose nuove e prendere decisioni.
Altra modalità attraverso cui si invalida la capacità di assumere decisioni e fare cose, è quella della paura della critica altrui. Fanno parte di questa famiglia tutte le raccomandazioni a “comportarsi bene” associate non solo al rispetto di cose e persone, ma soprattutto al timore di incorrere nella condanna “sociale”. Tali atteggiamenti si assorbono tipicamente dai genitori attraverso l’introiezione di concetti quali: “ comportati come si deve, non farmi fare brutte figure”, “ non fare niente! Cosa penseranno i vicini?”, “stai zitto/a se non sei interpellato” , “stai fermo e non fare niente. Vuoi farti ridere dietro da tutti?” e così via.
Tutte queste sono frasi ovviamente invalidanti, castranti, bloccanti. E’ ovvio che mano a mano che questi comandi vengono introiettati nel sub-conscio, creano una “struttura” della personalità che tenderà sistematicamente ad evitare situazioni di esposizione, di rischio, di decisione.
Come detto tante volte, nell’uso della DSE, occorre ascoltare il proprio pensiero-paura interiore, che invalida la nostra capacità, possono anche essere multipli ma una volta individuati e sistematicamente attaccati si presenteranno alla coscienza per essere “deprogrammati” e più si procederà nell’attacco sistematico, più l’intera impalcatura invalidante comincerà a barcollare e finirà per crollare, restituendo la capacità di assumere decisioni e di fare cose.
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