martedì 12 novembre 2013

IL NUOVO IO

[…] Ti rendi conto quindi che quello che prima chiamavi “io” era in effetti una serie complessa ed articolata di pensieri che ti sei trovato lì, accatastati uno dopo l’altro e che li hai presi per tuoi anche se in effetti non è che poi ti piacessero tanto…..Ma ora sperimenti che c’è un nuovo “io” che non sapevi di avere e che è quello che riesce ad osservare tutto questo. Non solo, ma anche ha in testa un’altra idea di “io” che gli piacerebbe essere. […] Questo nuovo io in gestazione “sa” che per poter emergere, tutto il vecchio materiale che ancora condiziona ed appesantisce, deve essere tolto di mezzo, spazzato via. Questo nuovo io ha capito che le paure, le convinzioni assolute, le ansie, le rabbie…tutto questo ciarpame mentale va ripulito per lasciare emergere ed agire il nuovo io. Ma questo nuovo io si trova di fronte ad un nuovo problema: il vecchio io non se ne vuole proprio andare…..non vuole rinunciare ai suoi vecchi schemi di funzionamento….accade ancora che anche se il nuovo io sa molto bene che la corretta reazione per quella situazione non è deprimersi, arrabbiarsi, spaventarsi, non di meno lui continua a deprimersi, arrabbiarsi e spaventarsi e scopre che quello che prima lui riteneva essere legittimamente il “suo” modo di reagire, oggi scopre che ci sono parassiti nella sua mente che lo obbligano a comportarsi come più non vuole fare, e più non vuole essere…Gran parte dei suoi comportamenti non sono “suoi” ma sono agiti dalla sua mente a prescindere dalla sua volontà (dice S.Paolo nella lettera ai Romani cap 7:14-17: “Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me" Questa che è chiamata “carne” nelle parole di S.Paolo è proprio quel dominio della mente di cui non ci si riesce a liberarsi nemmeno dopo che la si è scoperta. Sono processi automatici che si avviano e che ci fanno comportare come burattini governati da fili invisibili… Ora pare che la nuova situazione sia peggiore di quella precedente….Ora si sa che certi comportamenti sono sbagliati e non li si vuole più, ma non di meno sono ancora presenti e ci disturbano più di prima perché prima li consideravamo come scelti da noi e quindi erano ben accetti, mentre ora la loro sola presenza ci irrita e ci indispettisce ancora di più. La sensazione lucida e incisa nella carne che non siamo liberi nemmeno dentro la nostra testa è davvero frustrante. In questa situazione nasce spontanea la domanda: e adesso come faccio? [...] Avevo già letto parecchio sui metodi di cambiamento personale: dalla psicoanalisi al training autogeno, dal Rebirthing al Kriya Yoga, spaziando con una certa voracità e anche confusione, da una cosa all’altra. Nel frattempo, avevo cominciato a scoprire alcune cose per conto mio sul funzionamento della mente che furono i primi mattoni del metodo che questo libro illustra. Avevo scoperto che quando mi fissavo su un pensiero e lo stesso non mi piaceva, lui persistentemente e insopportabilmente, continuava a martellarmi nella testa, dandomi anche una frustrante sensazione di impotenza. Ma, se lo prendevo in carico di mia volontà e cominciavo a farlo “girare” nella testa con l’intenzione appunto di “farlo girare”,…….alla fine “lui” si stancava e….puff, se ne andava… La cosa era davvero curiosa….sembrava proprio un piccolo demone….fino a quando non lo volevo, stava lì, indistruttibile….quando avevo deciso di dargli spazio, di farlo entrare dalla porta principale del mio conscio, un po’ come aprirgli la porta di casa, all’inizio si espandeva e prendeva ancora più spazio, ma poi, più gliene davo, meno gli piaceva….ci trovava sempre meno gusto…e alla fine si stancava e si….spegneva. Cominciai a studiare questo meccanismo e scoprivo che continuava a funzionare per più pensieri, sistematicamente, e quindi cominciai ad usare questo metodo per tutte le cose che non mi piacevano girassero per la testa…..Non sempre funzionava…..ma molto spesso sì…e capiì anche successivamente perché non funzionava quando non funzionava. Avevo così trovato un metodo, un approccio per mettere sotto controllo certi impulsi della mente e certi pensieri poco costruttivi. Nel corso degli anni molte cose di questo meccanismo mi si sono chiarite nella testa e sistematizzandole anche con l’integrazione di altri approcci, ho elaborato questo nuovo metodo al cambiamento personale che ora presento in modo organico e formalizzato ai lettori: la Deprogrammazione Semantico Energetica (DSE). Tratto da “DSE – Deprogrammazione Semantico Energetica”

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