una potente, rapida e semplice tecnica mentale per migliorare se stessi. Da soli.
giovedì 19 settembre 2013
LA SENSAZIONE DELLA SOLITUDINE
La solitudine è una cosa che quasi tutti odiano. E' spesso considerata una cosa assolutamente indiscutibile: non si deve rimanere soli e non si deve lasciare nessuno solo.
Di più. Non è possibile esser felici se si è da soli. Cerchiamo costantemente partner, amici, musica, compagnia di animali, social network, televisione etc. Tutto concorre a cercare di attenuare quella sensazione pesante, angosciante, spiazzante ed anche terrorizzante che è la sensazione di solitudine.
Ma cosa rende la solitudine così spaventosa? Così insopportabile?
Molte cose, in verità. Solitudine è prima di tutto la “percezione” di essere soli. Nelle nostre società, caratterizzate da molteplici contatti interpersonali, essere fisicamente soli è quasi impossibile anche volendolo. E’ praticamente impossibile non avere conoscenze e rapporti di differente intensità nel contesto del nostro condominio o del nostro paese di residenza. Di fatto non siamo oggettivamente “soli” tranne qualche sporadico caso.
Quindi essere soli è un “sentirsi” soli, più che esserlo. Ma qui il discorso si fa più soggettivo e quindi opinabile.
Sentirsi soli può voler dire cose diverse. Si può sentirsi soli perché le persone con cui ci relazioniamo non ci fanno sentire “insieme a” loro. Ma anche questo è un argomento scivoloso….Perché non ci sentiamo compresi? Forse perché ciò che noi ci aspettiamo non è ciò che chi abbiamo vicino ci da’? Ma qui si rientra nel caso delle aspettative. Cerchiamo cioè dei rapporti e delle persone che siano in grado di soddisfare le nostre esigenze. Se ad esempio siamo degli appassionati di scacchi e non c’é nessuno intorno che voglia giocare, possiamo sentirci soli. Allo stesso modo se non abbiamo intorno persone che vogliano sentire i nostri guai e le nostre lamentele, potremmo sentirci ancora soli. In questo caso abbiamo una solitudine “percepita” che ha a che fare con una mancanza di comunicazione nel senso desiderato.
C’è poi la solitudine percepita che ha che fare con la sensazione di sicurezza. Per molti solitudine vuol dire mancanza di sicurezza e di protezione. In questo caso la solitudine ha a che fare l’aspetto più infantile del senso di isolamento. Quando si è bambini si “sente” ( a parte i casi meno fortunati) una protezione da parte dei genitori che accudiscono, proteggono, amano, e fanno sentire al sicuro.
Quando per i casi della vita, ci si trova a “sentire” questa mancanza di protezione, di sicurezza, si percepisce la solitudine. La solitudine in questo caso è quindi una percezione di minaccia per la propria sicurezza.
Vi è poi la solitudine affettivo sentimentale, derivante da un rapporto affettivo che si è concluso, che manca o che non è come lo si vorrebbe. In questa categoria vi possono essere tutti i tipi di solitudine visti prima: quella comunicativa, quella della sicurezza e quella affettiva.
La solitudine è quindi la percezione di una mancanza. Una mancanza di qualcosa che sentiamo come necessità. Ma in realtà, la necessità di comunicare è davvero inevitabile? Quante volte il nostro comunicare è davvero della qualità e della quantità che vorremmo? Non è forse vero che attraverso la comunicazione cerchiamo spesso di placare un’ansia interiore di sentirci soli?
In realtà è vero, e possiamo verificarlo, che quando siamo contenti, tranquilli e in pace, la solitudine non la sentiamo ed anche camminare in mezzo ad un parco può farci sentire perfettamente bene, anche se siamo soli. E analogamente se siamo in pace con noi stessi, il “bisogno” di sicurezza ed affettività non è così forte, ma anzi sembra che ogni cosa sia al suo posto, e non occorra aggiungere nulla.
Anche la solitudine o per meglio dire la “sensazione” di solitudine, è una CMS. Idee subconscie come “da solo non ce la faccio” oppure “ non c’è più nessuno con me” o ancora ”ho bisogno di parlare con qualcuno”, etc., sono tutte “carenze” e “bisogni” che riteniamo di dover soddisfare per poter essere felici. Ma come si dice e legge spesso, la vera felicità non è data da ciò che riteniamo ci manchi per essere felici, ma solo dal nostro scegliere di essere felici.
L’idea quindi che la solitudine sia qualcosa di terribile ed inaffrontabile, è appunto solo un’idea. Se poniamo nella casella del “molto male” il concetto di “solitudine” e decidiamo che siamo soli, allora ci poniamo immediatamente nella categoria del “molto male” e ci roviniamo la vita. Allora una buona mossa sarà quella di trattare come CMS tutte le idee negative che abbiamo della solitudine…..e questo ci darà molta, molta capacità di non essere “soli”.
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