lunedì 22 luglio 2013

DSE E TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE

La terapia cognitivo-comportamentale Fonte: http://www.ipsico.org note di Elitheo Carrani Si tratta di una disciplina scientificamente fondata, la cui validità è suffragata da centinaia di studi, principalmente, ma non solo, per la diagnosi e la cura in tempi brevi di: Depressione e disturbo bipolare; Ansia, fobie, attacchi di panico e ipocondria; Ossessioni e compulsioni; Ansia o preoccupazione generalizzate; Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, etc.); Stress, disturbi psicosomatici e cefalee; Disfunzioni sessuali (eiaculazione precoce, anorgasmia, etc.); Abuso e dipendenza da sostanze (alcool, droghe, etc.); Disturbi della personalità; Insonnia; Difficoltà a stabilire e mantenere relazioni sociali e comportamento impulsivo; Problemi di coppia; Difficoltà nella scuola o nel lavoro; Bassa autostima. La psicoterapia cognitivo-comportamentale, come suggerisce il termine, combina due forme di terapia estremamente efficaci: La psicoterapia comportamentale: aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida. (Nota di E.C.: Questo approccio è quello di associare stati di calma a situazioni che invece creano ansia.E’ una terapia piuttosto lunga ma può dare risultati.Si tratta di rompere legami psichici-CMS tra situazione percepita e reazione ansiosa, e creare nuove associazioni. Esempio: immaginati un luogo aperto ( se si tratta di agorafobia) e ora respira con calma e profondamente e sentiti calmo/a e rilassato…hai fiducia in te stesso e questo luogo ti piace ecc ecc. Questo approccio è di fatto un processo sub-ipnotico che cerca di creare nuove associazioni, passando da spazio aperto-=paura a spazio aperto=calma e serenità) La psicoterapia cognitiva: aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona. (Nota di E.C.: questa è invece la ricerca delle CMS a cui si cerca di modificare la struttura e farla virare verso altri pensieri…è di base lo stesso meccanismo visto sopra, con però un focus più sul processo di pensiero che sulla situazione…è anche più vicino alla DSE. Ricordo che invece la DSE se vogliamo usare una terminologia simile a questa, si focalizza sulla “cognitività” del processo di pensiero (ricerca delle frasi) e poi a livello terapeutico opera NON sulla sostituzione delle associazioni, ma sulla desensibilizzazione rapida del ciclo dell’emozione. Ciò che in PCC viene ottenuto in un anno e circa 4.000 euro di terapia (70 euro alla settimana) in DSE si può ottenere se il processo di pensiero è correttamente individuato, in 30 minuti.) Quando sono combinate nella PCC (nota: Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale) queste due forme di trattamento diventano un potente strumento per risolvere in tempi brevi forti disagi psicologici. (Nota di E.C: per la psicologia un anno di terapia sono tempi brevi, ed è vero dal loro punto di vista. Per la DSE sono tempi lunghissimi.)

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