una potente, rapida e semplice tecnica mentale per migliorare se stessi. Da soli.
giovedì 29 agosto 2013
L'ABITO MENTALE
L’abito mentale è una sub-personalità, e la sub-personalità è una forma di pensiero che prende il sopravvento sulle altre istanze della mente e genera una “facciata” comportamentale che identifichiamo scorrettamente come carattere.
Una sub-personalità stabile che diventa, appunto, "abito mentale e comportamentale" della persona.... è spesso facilitata dal rivestirsi di un "ruolo" che diventa abitudine. Si pensi ad esempio alla figura dell'insegnante...per gran parte della giornata la persona incarna una figura che ha autorità che è visto come fonte di potere e di risoluzione di problemi....nessuna possibilità di vacillare, fermezza, equilibrio, autorevolezza e cosi via, ogni giorno. Ma le persone non sono così, ovviamente. Dentro vi sono istanze, pulsioni, desideri, fragilità che vengono compresse dalle esigenze del ruolo. Quando accade che le cose della vita portino la persona al cambiamento, ad una presa di contatto con una più autentica umanità, spontaneità, voglia di relazionarsi, magari di mettersi alla pari sul piano della comunicazione, della affettività...ecco che gli schemi da sempre utilizzati non sembrano più essere consoni, avere senso...stridono con un sentire nuovo…che spinge a rompere gli schemi a cercare una maggiore autenticità… lo schema rigido fino ad allora usato diventa una gabbia che non si sopporta più...a questo punto il conflitto si apre ed esplode...gli sbocchi possono essere diversi...dal mutamento a 180 gradi delle modalità di comportamento e nel nostro esempio di insegnamento, alla decisione di lasciare il ruolo tanto a lungo recitato.
Sotto il profilo della DSE avviene che la carica mentale subconscia "sei un insegnante", ha compresso il resto dei movimenti per lungo tempo, seppellendoli nel profondo dell'inconscio facendo assurgere al "sei un insegnante" il dominio su quasi tutti i moti e gran parte delle CMS sottostanti. La presa di coscienza della inadeguatezza ed artificiosità dell'immedesimizzazione nel ruolo comporta il risveglio di comandi che dicono " tu non sei così" " stai mentendo" "basta fingere"…l'attaccamento al vecchio ruolo resisterà con molta caparbietà e le CMS cominceranno a confliggere tra loro...la CMS di "ruolo" porterà a sua difesa tutti i vantaggi che il suo dominio ha portato alla vita della persona (sicurezza, prestigio, rispetto, vantaggi economici ecc) mentre l'altro gruppo spingerà sull'etica della sincerità e sul prezzo di infelicità che il ruolo ha comportato...spingerà manifestando i desideri e le aspirazioni repressi/e che per lungo tempo hanno giaciuto nel profondo...Tale conflitto si risolve in soli tre modi: o vince A, il vecchio "come se", sicuro, conosciuto, affidabile, ma un po' spento e rassegnato, oppure vincerà B ed allora l'eccitazione delle CMS che urlano alla libertà ritrovata al senso di avventura, alla ricerca dei nuovi obiettivi spinge ad un nuovo inizio che riattiva il gioco degli attaccamenti...oppure potrà approdare al modo C al superamento di entrambe le tipologie di CMS…la spoliazione del proprio ruolo e al superamento del desiderio di liberarsene...per approdare ad un sentire ed essere autenticamente pacificato, non più legato alla necessità di apparire nè al desiderio di liberarsene.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento